George Duke “From US to YOU”

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In Memory Of George Duke George Duke nacque a San Rafael, il 12 gennaio 1946. Fondamentale fu per lui assistere ad una esibizione di Duke Ellington, dopo la quale decise di iniziare a suonare il piano. Ricorda George in un’intervista, “My mother told me I went crazy, I ran around saying, `Get me a piano, get me a piano!'”…ed aveva solo quattro anni. Ma Ellington fu solo il primo di una lunga serie di protagonisti del panorama mondiale che egli ebbe modo di incontrare e da cui potè trarre ispirazione, facendo sì che la sua musica divenisse il risultato di una fusione di modi infiniti e diversi di essere artista – e rendendo lo stesso George un avente diritto ad entrare a far parte dell’Olimpo delle pietre miliari del Jazz, dell’R&B,… Con Al Jarreau collaborò in un gruppo Jazz, e fondò il George Duke Trio assieme a Jean-Luc Ponty. Dopo aver lavorato con Miles Davis e Frank Zappa, incontrò il bassista Stanley Clarke che, con un intervento di poche parole, ci da la possibilità di cogliere l’essenza del pianista, “George Duke’s life is to be celebrated because his life is about achievement, discipline, structure, love, focus, and extreme ability. He lived the life of 30 musicians. He attacked life as much as life attacked him. He was a true soldier of music. He could very possibly be the nicest man I’ve ever met.” La forza creativa che aveva caratterizzato la sua vita venne a mancargli circa un anno fa, dopo la scomparsa della moglie Corine. Per mesi non riuscì a comporre, e si rifiutò di portare avanti le collaborazione che aveva precedentemente progettato, “I didn’t feel like creating any music, which was odd, because normally that’s the easiest thing for me to do.”. Circa un mese fa, George decise di tornare in studio, regalandoci un album dal sapore romantico, dal suono tenero; DreamWeaver è il fiore di un amore che la morte non spezza, che trascende la realtà. “I don’t want people to get the idea that this is a morbid record,” disse George a proposito della sua ultima creazione “because it’s more about celebration.”. Qualche giorno fa, in seguito ad una malattia, George ci ha lasciati; ciò che noi desideriamo fare è ricordarlo con le parole di chi lo ha seguito ed amato: ciò che vogliamo fare è lasciargli qualcosa che sia più di una commemorazione.

Gloria.

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