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Dj Memme “White Donkey” Vinyl Mix 2012

Selezione estiva del “nostro” Memme. Un  bel giro fra classici e re-edit davvero scelti con cura. Consigliatissimo per il vostro I-Pod!

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ALFONSO “TUTTI I COLORI DEL FUMO”

Ok ok ok cercando un pò di dischetti mi sono imbattuto in una selezione che mi ha letteralmente messo al tappeto. Dj Alfonso per quei Diggers della FINDERS KEEPERS. Dal titolo del lavoro si percepisce subito lo spessore: TUTTI I COLORI DEL FUMO… Artwork clamorosa. Una raccolta di enormità gigantesche. SoundTrack, Euro cinema, Library music, Funk and Jazz fusion e altre chicche dal valore inestimabile in tutti i sensi!! Un mix che è entrato di prepotenza nel mio iPod. Per fortuna il mix è sprovvisto di tracklist (logicamente)… Shazam e SoundHound possono fare ben poco amici miei… Per fare una roba simile ci vuole pazienza, cultura e una passione sfrenata. Considero questo mixtape una perla assoluta che si piazza immediatamente fra i miei top 5 mix di questo blog!! Cristo che roba!! Ascoltare per credere!!

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True Soul “Deep Sounds From The Left Of Stax”


 

 

In Pre-Order da svariati giorni, e da svariati giorni che “Il Blog” voleva comunicarvi la notizia: Raccolta che sta per essere immessa sul mercato discografico. Trattasi di  vera “Perla” lavorone  eseguito  dalla Now-Again Records, insieme a  Lee Anthony. Roba dal profondo baule inesplorato della STAX. Piu’ di dieci anni di lavoro, Musica clamorosa presentata in un 2cd/dvd  con un bellissimo COFANETTO con dentro 4 lp. In piu’, come se non bastasse, un libricino tipo “scrigno” zeppo di foto e di informazioni sui 45 giri presenti nella raccolta. Una cosa da avere a tutti i costi. Gia’ in pre order sui principali sellers di tutto il mondo, primo tra tutti STONES THROW!!Il costo non è bassissimo il cofanetto costa 60 euro ma Noi crediamo che valga decisamente la spesa.

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IN MEMORY OF “GIL SCOTT-HERON”

Brenda Sykes-Intervista:

“Gil spende duemila dollari alla settimana in cocaina, non ha più una casa e per un anno ha vissuto da uno spacciatore. (…) Mi è capitato di tornare nell’appartamento che dividevamo e di trovarlo nudo, in compagnia di prostitute di quelle che si vendono per una dose di crack. Un’altra volta ha smontato tutte le lampadine di casa perché si era convinto che nascondessero delle telecamere sistemate dalla polizia, o da chissà chi, per spiarlo”.

E’ scomparso -il 27 Maggio- Gil Scott-Heron, crack addicted, carcerato con crisi d’astinenza, iscritto nei registri dell’FBI, frequentatore di prostitute, che conduceva una vita dannata, caduto in basso, ormai toccava il fondo.

Era il 2006 quando Richard Russel, produttore della XL Recordings, propose un nuovo contratto e un nuovo disco al detenuto Gil, che aveva pubblicato il suo ultimo album nel 1994 (Spirits) ed era poi sparito, finendo nella trappola del crack e dello spaccio, dopo essere stato per anni l’uomo che tentò di allontanare da questo mondo i giovani neri.

Negli anni ’80 aveva prodotto quattro album; 1980 e Real Eyes, di cui il primo prende il nome dall’anno di composizione di entrambi, sono le due prove più pop di Gil Scott-Heron. Reflections, 1981, reggae, swing, ballabilità, uniti al blues di “Morning Thoughts”, dedica alla figlia, commovente celebrazione di una nuova vita. Quattro album incentrati sulla piaga dell’eroina, la conoscenza della cultura nera e la vita personale.
Nel 1979, al Madison Square Garden di New York, partecipò ai ben noti 5 concerti No Nukes- per sensibilizzare la popolazione sul tema delle scelte energetiche. L’evento diede voce alla volontà, non dei politici, ma dei cittadini, mossi dalla speranza di un futuro in cui “sia possibile costruire un’industria sulla forza benefica del sole. E per far questo partiamo da una chitarra”, come disse Stephen Stills. Gil Scott-Heron e Chaka Khan furono gli unici artisti di colore, a rappresentare la comunità afroamericana in un gruppo di artisti bianchi del calibro di Jackson Browne e Bruce Springsteen.
Negli anni ’70, con il suo collaboratore Brian Jackson, diede vita a una lunga serie di dischi d’altissimo livello, ispirazione per il seguente movimento Hip Hop. I temi, specchio del sincero pensiero della comunità, su ritmi “travolgentemente” funky, soul e jazz. Scrisse, e cantò, storie di gente comune, di alcolismo, di critica politica, di lotta per l’uguaglianza dei diritti civili, di cultura popolare, di vita.
Small Talk At 125th And Lenox, 1970, fu il primo 33 giri, inciso dal vivo, a cui ne seguirono tanti altri come Pieces Of A Man (1971) e Winter In America (1974).
Venne definitivamente consacrato dopo l’esplosione di energia e di ideali della trascinante “The Revolution Will Not To Be Televised”: manifesto del ghetto, rivendicazione della forza nera, orgoglio e denuncia. Rabbiosa e colta, non fu mai eseguita dal vivo. Considerata pietra miliare della musica, diede a Gil Scott-Heron il titolo di “Godfather del rap”.
Nel 1969 esordì come scrittore con il romanzo “The vulture”, vicende di spaccio e di morte.
Forse il suo talento lo aiutò ad accettare meglio ciò che la vita gli riservava. Avrebbe potuto avere enorme successo nello sport… per un cestista della sua abilità, il sogno di una carriera nell’NBA era possibile e concreto. Lasciò quel mondo a causa di un brutto incidente ad una gamba e cominciò a scrivere poesie e a suonare il piano in un bar. Sicuramente accetti meglio il tuo destino se la comunità afroamericana si rivede in te e nelle tue composizioni, se apprezza i tuoi dischi e decreta il tuo successo.
Era ancora un adolescente quando si trasferì a New York, la situazione nella sua vecchia città e nella sua vecchia scuola era impossibile da sostenere a causa del razzismo, e lì, a New York, ebbe l’infortunio. L’infanzia l’aveva trascorsa nel Tennessee, dalla nonna. Sua madre era americana e suo padre, giamaicano, fu il primo giocatore professionista di colore. Divorziarono presto e Gil dovette lasciare la città natale per trasferirsi a Lincoln, Tennessee. Gil Scott-Heron nacque a Chicago il 1° Aprile 1949.

E’ scomparso a 62 anni, genio della poesia e della musica, intellettuale di strada, uomo dalle parole taglienti e dai temi spaventosamente attuali, esponente dello Spoken Word, impegnato costantemente nella lotta per l’emancipazione, incitò i fratelli neri a comprendere i meccanismi contorti della società…uomo con le caratteristiche per essere un “dio in terra”.

Dopo l’incontro del 2006 con Richard Russel, nel 2010 esce “I’m new here”, album claustrofobico, crudo, vero… e magnifico.

Gil Scott-Heron-I’m new here:

“I did not become someone different/That I did not want to be/But I’m new here/Will you show me around (…). And it may be crazy but I’m/The closest thing I have/To a voice of reason.
Turnaround turnaround turnaround/And you may come full circle…
AND BE NEW HERE AGAIN”…

Glow

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DJ Leonardo Carloni “A Black Man & A White Man On A Journey Trough Space”

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Altro Mix esclusivo per Mixtapefever!!! E’ il turno di un nostro carissimo amico e ottimo selector: Leonardo Carloni. Collezionista di vinili di molti generi, dal Funk al Northern Soul ma anche Reggae e House… Un sacco di dischi insomma! Gran bel mixtape un’oretta di buonissima musica selezionata altrettanto bene! Grande Leo!!! Buon Ascolto!

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